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  Modelli di dinosauri e rettili italiani - 1

 


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Piccolo ceratosauride

scala 1:1

Ricostruzione di uno dei piccoli dinosauri predatori bipedi, del gruppo dei Ceratosauri, simili al genere Coelophysis (Syntarsus) del Triassico superiore nordamericano.
Le loro piccole orme tridattile, attribuibili al genere Grallator, sono relativamente comuni sulle Dolomiti.
Questi dinosauri erano lunghi fino a 2,5-3 metri, più di metà dei quali dovuti alla coda, e probabilmente vivevano e cacciavano in branchi.

   

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Pareiasauro

Modello in grandezza naturale di uno dei pareiasauri che alla fine del Permiano superiore hanno lasciato le impronte denominate Pachypes dolomiticus P. Leonardi et al., 1975 rinvenute nella regione dolomitica nella gola del Bletterbach e dintorni (Radein BZ) e nel Recoarese (VI). I pareiasauri erano rettili massicci, generalmente da adulti lunghi fino a tre metri e pesanti più di una tonnellata; per il Permiano superiore erano dei veri giganti.
Erano erbivori dalla pelle coriacea che camminavano con le gambe relativamente dritte sotto il corpo, e non con il corpo schiacciato verso terra come gli altri rettili primitivi; questo è testimoniato dalle piste rinvenute, assieme a moltissime orme singole, nelle località citate sopra. P
roprio partendo da queste piste si è ricostruito il tipo di andatura e la posizione delle gambe del modello, che differisce da come normalmente sono montati gli scheletri nei musei. La corporatura e soprattutto la forma del cranio è basata sugli scheletri appartenenti al genere Pareiasaurus, dell’Africa Meridionale. Probabilmente questi pareiasauri erano predati dai carnivori gorgonopsidi, le cui orme si sono rinvenute nella stessa zona.

   

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Gorgonopside

scala 1:1

I gorgonopsidi, appartenenti all’ordine dei terapsidi, erano i carnivori dominanti verso la fine del Permiano. Nella regione delle Dolomiti probabilmente predavano i pareiasauri come pure i caseidi (pelicosauri) e forse i dicinodonti. Il corpo era piuttosto agile e le gambe dovevano permettere un’andatura piuttosto veloce per quell’epoca, come si conviene a un cacciatore, con il corpo ben sollevato da terra. Nella gola del Bletterbach a Redagno, in Alto Adige, se ne sono trovate finora sette o otto orme isolate (cioè non appartenenti a un’unica pista) che ci testimoniano rettili lunghi anche due metri, che potevano pesare sui 100-200 kg. Il modello è stato costruito sulla base degli scheletri appartenenti al genere Lycaenops, dell’Africa Meridionale, con le dimensioni adattate a quelle che si possono ricavare dalle impronte ritrovate nella nostra zona.

 

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